Il programma di filosofia del secondo semestre del quarto anno era tutto un pullulare di santi che cercavano di dimostrare l'esistenza di Dio. Fenomenale! Mi divertivo un sacco alle lezioni io, all'epoca. Di fatti scrissi questa roba qui che ho riletto qualche tempo fa ritrovando un fogliaccio tra le mille scartoffie che strabordano dal mio armadio. Un delirio di quando alle ultime tre ore del Martedì avevo latino. Tra me e la Silvia si son prodotte le vere opere d'arte a quei tempi...
Che non si venga a dire che la mia iscrizione a filosofia non sarebbe stata più che logica.
1) Ex motu
"Tutto ciò che si muove è mosso da un altro. Non si può procedere all'infinito, e dunque bisogna arrivare ad un primo motore che chiamiamo Dio."
Ma avremmo potuto chiamarlo Alberto.
I dubbi sul perchè non si possa procedere all'infinito vengono dissipati dalla seguente conversazione:
Tommaso: Tu sei un uomo buono, Guglielmo, dico bene?
Guglielmo: Ti ringrazio.
Tommaso: Ma tuo cugino Abelardo lo è più di te, giusto?
Guglielmo: Sì, è vero.
Tommaso: E qualcun altro lo sarà più di lui.
Guglielmo: E' probabile.
Tommaso: Ma non possiamo procedere all'infinito.
Guglielmo: Ah no?
Tommaso: No guarda devo andare a prendere la bambina a scuola..
Guglielmo: Ah, scusa, allora non possiamo.
Tommaso: Magari la prossima volta..
Guglielmo: Ma sì, certo.
Tommaso: Allora questo lo chiamiamo Dio.
Guglielmo: Magistrale.
2) Ex causa
"Ogni effetto ha bisogno di una causa. Ma procedere all'infinito equivale ad eliminare la prima causa efficiente. Dunque bisogna ammettere una prima causa efficiente, che tutti chiamiamo Dio."
Cioè: è uguale. Ha sostituito la parola motore con la parola causa, e poi basta...ma questo è quello che succede quando tenti di applicare un metodo scientifico ad una problematica metafisica; che è come chiudere in un cassetto un coltello ed una mela ed aspettare che questa si sbucci da sola.....
Ripeto anch'io la medesima confutazione, sostituendo alla parola motore la parola causa e alla parola Dio la parola -mmh- carrucola.
3) Ex contingentia
"Alcune cose nascono e finiscono, il che vuol dire che possono essere o non essere. Ora, è impossibile che cose di tal natura siano sempre state. (etc. etc. e indovina un po'?!) Non si può procedere all'infinito (voilà) . Dunque bisogna concludere all'esistenza di un essere che sia di per sè necessario e questo tutti dicono Dio"
Ormai la tecnica è chiara e, pensandoci, non è affatto difficile dimostrare l'esistenza di Dio (potete provare anche a casa, bastano un foglio, una penna e totale disprezzo per la logica!) è sufficiente seguire lo schema tommasiano ovvietà + non si può procedere all'infinito + tutti lo chiamano Dio.
Esempio: prima del Martedì c'è il Lunedì, e prima del Lunedì c'è la Domenica. Ma non si può procedere all'infinito, quindi Dio.
E' facile!
4) Ex gradu
"Ciò che è massimo in un dato genere, è causa di tutti gli appartenenti a quel genere, come il fuoco, caldo al massimo, è cagione di ogni calore. Dunque vi è qualcosa che per tutti gli enti è causa dell'essere, della bontà e di qualsiasi perfezione. E questo lo chiamiamo (rullo di tamburi) Dio."
La quarta via fa tenerezza, quindi soprassiedo. Il lettore noterà la sparizione del "non si può procedere all'infinito". Sembra che questo sia dipeso da un diverbio con l'amico Guglielmo.
Tommaso: Dopo il 2 c'è il 3 e dopo il 3 c'è il 4.
Guglielmo: Sì.
Tommaso: E dopo il 4 c'è il 5. Ma non si può procedere all'infinito, quindi...
Guglielmo: Veramente sì.
Tommaso: Come dici?
Guglielmo: Veramente si può procedere all'infinito.
Tommaso: Non era previsto che tu avessi opinioni.
Guglielmo: Beh comunque si può.
Tommaso: ....ma poi tu muori, giusto?
Guglielmo: Emh...sì.
Tommaso: Ecco! E questo lo chiamiamo Dio!
5) Ex fine -si spera-
"Alcune cose, le quali sono prive di conoscenza, cioè i corpi fisici, operano per un fine. Ora, ciò che è privo di intelligenza non tende al fine se non perchè diretto da un essere conoscitivo ed intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine, e quest'essere chiamiamo Dio."
E' facile dire che i corpi fisici operano per un fine....visto che i corpi fisici non ti possono rispondere...
Tommaso applica quindi la teoria del silenzio assenso agli oggetti inanimati, che è un po' come se fosse andato da un sasso e gli avesse detto:
Tommaso: Senti, sasso, operi per un fine?
Sasso:
Tommaso: Posso arguire da questo tuo silenzio che operi per un fine?
Sasso:
Tommaso: Lo prendo per un sì.
Sasso:
Tommaso: Bene, faccio ancora una prova con quell'albero poi basta.
Per dire, non è che quando sono stanco mi fermo e la prima cosa che vedo la chiamo Dio.
Tommaso: Capisci che non si può procedere nelle cause all'infinito, no?
Guglielmo: Già.
Tommaso: Per cui deve esserci un primo motore.
Guglielmo: Mi pare proprio di sì, Tommaso.
(entra un cane)
Tommaso: E questo lo chiamiamo Dio.
Guglielmo: Ah, ma che bello! Che razza è?
Tommaso: E' un terranova.
Dio: Uof!
Guglielmo: Proprio bello...dicevi? Il primo motore....
Tommaso: Niente, avevo finito.