....ecco perchè archivierò con tanto di tarallucci e vino il post che dichiarava la fine del blog...!
Un post tra l'altro anche piuttosto scarno, voglio dire, un luogo di perdizione come questo non meritava di essere liquidato con una decina di righe...
I migliori non hanno convinzioni, mentre i peggiori difendono le proprie idee con ardore (Yeats) ed io in questo momento mi annovererò arbitrariamente fra i migliori, perchè sul destino di questo blog non ho convinzioni.
E' sufficiente questo prologo per levarmi dall'empasse di una dichiarata e successivamente smentita fine?
Facciamo di sì anche perchè il motivo che mi spinge a tornare è che combino grandi disastri, e riversarli nell'intimo di un quadernetto limitava la possibilità di avere consigli, cosa di questi tempi necessaria e contingente.
Ovviamente non potrò citare fatti e persone ma, se i contenuti non si possono cambiare, la forma può quanto meno aiutare a glissare sui particolari senza che la sostanza perda il suo senso, quindi io farò il mio sforzo formale, voi aguzzate la fantasia.
Dunque, che gran casino.
Adesso che ho finito gli esami (cioè, il boss già in vacanza dal 9 luglio è una scheggia impazzita, una mina vagante...occhio..) ho troppo tempo libero per fare cazzate in tutti gli altri settori della mia tragicomica esistenza....dovrei fare come i Sumeri, che quando in una città iniziava un'epidemia di tifo a causa dei troppi topi bruciavano tutto e ricostruivano la citta un po' più in là.
Solo che questa volta, come dice il Maestro, non servono tranquillanti o terapie....ci vuole un'altra vita!
Il problemino, in due parole è che sono nel pieno di una delle mie solite dilaganti infatuazioni, il che, son d'accordo con voi, non rappresenterebbe affatto un problema, se non fosse che il suddetto uomo è nella cerchia dei dieci uomini che io stessa mi raccomando caldamente di evitare.
Semplicemente non posso, e se ve lo dico, fidatevi, c'è un motivo.
Off limits, passo carrabile, divieto di sosta, pericolo gas infiammabile, tenere alla larga dalla portata dei bambini.
Non ce n'è, non si può. Cazzo.
E non esiste nessun limite peggiore della propria coscienza. Io so che non posso farlo, che non posso permettermi cretinate, come farei se lui non fosse chi in realtà è (assurdo), perchè la situazione è talmente ingarbugliata da richiedere anticorpi che io purtroppo ho già esaurito per storie insulse e vagonate di stronzi, perdonate la finezza, che son passati da queste parti fin ora.
Alchè saggezza vuole che io per lo meno attenda una mossa da parte sua, mossa che non c'è però ragione di aspettare per due semplici motivi: il primo è che lui stesso potrebbe pensare che tutto questo contesto che ci ingabbia sia troppo vincolante, il secondo, chiaro come il cielo d'agosto, è che lui non potrà mai essere anche solo lontanamente interessato alla sottoscritta.
Una persona del suo spessore in me può trovarci davvero poco.
E qui si dà sfogo al più classico dei miei repertori, ossia la spirale autodistruttiva di paranoie!
Per farla breve, io non valgo un cazzo.
Ma l'astrattismo questa volta richiede una contestualizzazione: io, rapportata a lui, non valgo un cazzo.
Il che non equivale a buttarsi troppo giù, ma a vedere la realtà per come è.
In confronto a lui sono un ectoplasma, un parassita della società, un vegetale, un artropode, plancton.
Il nulla.
Ma non sono poi necessariamente io quella troppo manchevole, è lui che è assoluto!
Cazzo, non si può dire quanto io stessa mi detesti per scrivere queste cose...è solo che è bastata una serata per ridurmi all'osso,serata in cui mi sono deliberatamente autotorturata pur di non fissarlo, di ignorlarlo, di far finta che non esistesse, ma tutto dentro e fuori di me urlava quello che io tentavo di soffocare.
Questa melassa da romanzo harmony è davvero vomitevole. Ma io sto così signori, prendiamone atto. Mi sono impantanata in una strada senza vie d'uscita, cacchio.
Lui poi è troppo. Non si affronta, è troppo colto, troppo intelligente, troppo magnetico, troppo elegante, troppo tutto.
E' troppo pieno anche di se stesso, di quel carisma che tante volte sfocia in presuntuosità, ma noi se non sono egocentrici e autoriferiti non li vogliamo.
L'insieme delle cose rende quindi il tutto un immane casino, un cocktail letale per me, pertanto, ciò che farò nell'immediato futuro sarà esclusivamente volto a levarmi quest'uomo dalla testa.
Mi sembra un ottimo inizio quello di riaprire il blog per scrivere un poema su di lui. Ottimo proprio, magistrale.
Lo ascoltavo destreggiarsi in discussioni su cinema, libri, politica e non trovavo neanche un briciolo di coraggio per aprire la bocca e dire la mia, io, che ho un'opinione praticamente su tutto. Annientata di fronte a tanta arte.
E' così, mi sono innamorata di una piccola opera d'arte che non avrò mai il privilegio di possedere.