domenica 22 novembre 2009

un attimo, e non c'era più


Ieri sera ho incontrato un ragazzo bellissimo. Sembrava un misto fra Edward mani di forbice e Kurt Cobain.
A detta di coloro che erano accanto a me, il tizio presumibilmente non si lavava i capelli da tre settimane, minimo, oltre al fatto di essere avvolto da un alone di stranezza generale.
Nel disordine della serata lui era lì, imperturbabile, accanto al suo amico, scegliendo nel caos di tutti i movimenti possibili, gli unici movimenti degni di senso, posando uno sguardo disinteressato su ciò che gli gravitava attorno; che nella fattispecie, ero io.

Su di me, il fascino dello "spostato" fa più che presa, io stravedo letteralmente per chi ha un aspetto vagamente disfatto.
(sarà che in questa ridente cittadina, popolata per lo più da individui impazienti di fare sfoggio del loro ridicolo benessere, vedere qualcuno che se ne frega altamente di farsi dire chi è dagli altri mi appare un sollievo inestimabile; poi se dico queste cose passo da quella che se la tira, che non si mescola con l'umanità, ma ribadisco, non ho pregiudizi verso chi frequenta certi posti o si veste in una certa maniera, è solo che preferisco altra gente, tutto qui.)

Insomma dicevo, con il mio bellissimo ragazzo dallo sguardo pensieroso, la serata si è risolta con uno sconclusionato scambio di occhiate, sorrisi e battute, per quanto riuscissimo a capire qualcosa, dato che l'impianto audio della flog è quel che è, e l'unica soluzione possibile è dimenticarsi del senso dell'udito per almeno 24 ore.

Poi alla fine, tra una cosa e un'altra l'ho perso, senza sapere niente di chi fosse e di cosa facesse nella sua esistenza.
Forse ho sognato tutto.

giovedì 19 novembre 2009

into my arms

Aspetto sempre che qualcuno mi dedichi una canzone così.

domenica 15 novembre 2009

meno tredici

Il 28 di novembre io sarò al concerto di quest'uomo qui.
(pensare che ho comprato i biglietti l'11 di Luglio..sia mai che non trovassi posto....era caldo...era estate...avevo finito gli esami....momento nostalgia)

Per il resto me la spasso fra clearance renali e compliance statiche e dinamiche.

In più mi chiedo: ma che senso c'hanno le cover? Cioè che palle. Odio la gente che rifà le canzoni. E' roba per chi non c'ha un accidenti di creatività e maschera il complesso con la scusa dell'omaggio al grande artista, come se ce ne fosse bisogno.
Per dire, era proprio necessaria la cover di Imagine? o la versione pseudo rock di Louis Armstrong? o i mille rifacimenti di Michael Jackson?

Cercherò a breve di organizzare pensieri più degni di nota, era solo per dire che sono viva.

sabato 24 ottobre 2009

Folli confutazioni delle "cinque vie" di San Tommaso

Il programma di filosofia del secondo semestre del quarto anno era tutto un pullulare di santi che cercavano di dimostrare l'esistenza di Dio.
Fenomenale! Mi divertivo un sacco alle lezioni io, all'epoca. Di fatti scrissi questa roba qui che ho riletto qualche tempo fa ritrovando un fogliaccio tra le mille scartoffie che strabordano dal mio armadio. Un delirio di quando alle ultime tre ore del Martedì avevo latino. Tra me e la Silvia si son prodotte le vere opere d'arte a quei tempi...
Che non si venga a dire che la mia iscrizione a filosofia non sarebbe stata più che logica.

1) Ex motu

"Tutto ciò che si muove è mosso da un altro. Non si può procedere all'infinito, e dunque bisogna arrivare ad un primo motore che chiamiamo Dio."

Ma avremmo potuto chiamarlo Alberto.

I dubbi sul perchè non si possa procedere all'infinito vengono dissipati dalla seguente conversazione:

Tommaso: Tu sei un uomo buono, Guglielmo, dico bene?

Guglielmo: Ti ringrazio.

Tommaso: Ma tuo cugino Abelardo lo è più di te, giusto?

Guglielmo: Sì, è vero.

Tommaso: E qualcun altro lo sarà più di lui.

Guglielmo: E' probabile.

Tommaso: Ma non possiamo procedere all'infinito.

Guglielmo: Ah no?

Tommaso: No guarda devo andare a prendere la bambina a scuola..

Guglielmo: Ah, scusa, allora non possiamo.

Tommaso: Magari la prossima volta..

Guglielmo: Ma sì, certo.

Tommaso: Allora questo lo chiamiamo Dio.

Guglielmo: Magistrale.

2) Ex causa

"Ogni effetto ha bisogno di una causa. Ma procedere all'infinito equivale ad eliminare la prima causa efficiente. Dunque bisogna ammettere una prima causa efficiente, che tutti chiamiamo Dio."

Cioè: è uguale. Ha sostituito la parola motore con la parola causa, e poi basta...ma questo è quello che succede quando tenti di applicare un metodo scientifico ad una problematica metafisica; che è come chiudere in un cassetto un coltello ed una mela ed aspettare che questa si sbucci da sola.....
Ripeto anch'io la medesima confutazione, sostituendo alla parola motore la parola causa e alla parola Dio la parola -mmh- carrucola.

3) Ex contingentia

"Alcune cose nascono e finiscono, il che vuol dire che possono essere o non essere. Ora, è impossibile che cose di tal natura siano sempre state. (etc. etc. e indovina un po'?!) Non si può procedere all'infinito (voilà) . Dunque bisogna concludere all'esistenza di un essere che sia di per sè necessario e questo tutti dicono Dio"

Ormai la tecnica è chiara e, pensandoci, non è affatto difficile dimostrare l'esistenza di Dio (potete provare anche a casa, bastano un foglio, una penna e totale disprezzo per la logica!) è sufficiente seguire lo schema tommasiano ovvietà + non si può procedere all'infinito + tutti lo chiamano Dio.

Esempio: prima del Martedì c'è il Lunedì, e prima del Lunedì c'è la Domenica. Ma non si può procedere all'infinito, quindi Dio.

E' facile!

4) Ex gradu

"Ciò che è massimo in un dato genere, è causa di tutti gli appartenenti a quel genere, come il fuoco, caldo al massimo, è cagione di ogni calore. Dunque vi è qualcosa che per tutti gli enti è causa dell'essere, della bontà e di qualsiasi perfezione. E questo lo chiamiamo (rullo di tamburi) Dio."

La quarta via fa tenerezza, quindi soprassiedo. Il lettore noterà la sparizione del "non si può procedere all'infinito". Sembra che questo sia dipeso da un diverbio con l'amico Guglielmo.

Tommaso: Dopo il 2 c'è il 3 e dopo il 3 c'è il 4.

Guglielmo: Sì.

Tommaso: E dopo il 4 c'è il 5. Ma non si può procedere all'infinito, quindi...

Guglielmo: Veramente sì.

Tommaso: Come dici?

Guglielmo: Veramente si può procedere all'infinito.

Tommaso: Non era previsto che tu avessi opinioni.

Guglielmo: Beh comunque si può.

Tommaso: ....ma poi tu muori, giusto?

Guglielmo: Emh...sì.

Tommaso: Ecco! E questo lo chiamiamo Dio!

5) Ex fine -si spera-

"Alcune cose, le quali sono prive di conoscenza, cioè i corpi fisici, operano per un fine. Ora, ciò che è privo di intelligenza non tende al fine se non perchè diretto da un essere conoscitivo ed intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine, e quest'essere chiamiamo Dio."

E' facile dire che i corpi fisici operano per un fine....visto che i corpi fisici non ti possono rispondere...

Tommaso applica quindi la teoria del silenzio assenso agli oggetti inanimati, che è un po' come se fosse andato da un sasso e gli avesse detto:

Tommaso: Senti, sasso, operi per un fine?

Sasso:

Tommaso: Posso arguire da questo tuo silenzio che operi per un fine?

Sasso:

Tommaso: Lo prendo per un sì.

Sasso:

Tommaso: Bene, faccio ancora una prova con quell'albero poi basta.

Per dire, non è che quando sono stanco mi fermo e la prima cosa che vedo la chiamo Dio.

Tommaso: Capisci che non si può procedere nelle cause all'infinito, no?

Guglielmo: Già.

Tommaso: Per cui deve esserci un primo motore.

Guglielmo: Mi pare proprio di sì, Tommaso.

(entra un cane)

Tommaso: E questo lo chiamiamo Dio.

Guglielmo: Ah, ma che bello! Che razza è?

Tommaso: E' un terranova.

Dio: Uof!

Guglielmo: Proprio bello...dicevi? Il primo motore....

Tommaso: Niente, avevo finito.


venerdì 23 ottobre 2009

Tutto è fotocopia

C'è qualcosa che non torna se è dal 28 settembre che sono cominciati i corsi ed io, ad oggi, non ho ancora finito di fotocopiare tutte le robe che ci sono da fotocopiare di fisio 3.
Ho capito allora che i 3/4 dell'esame vertono sulla fotocopiatura ed il restante quarto sullo studio vero e proprio.
Sposerò chi per Natale mi regalerà una fotocopiatrice.

sabato 17 ottobre 2009


Capita molto spesso che mi senta triste senza motivo. In realtà probabilmente un motivo c'è sempre, fosse anche solo insofferenza latente, è che ora non ho più lunghi pomeriggi da dedicare all'analisi maniacale delle mie crisi esistenziali, ho meno tempo in generale, archivio e vado avanti, poi tanto salta tutto fuori.
Se c'è una canzone che mi piace evito attentamente di ascoltarla tante volte, se c'è una persona che mi attrae mi impongo di non concentrami solo su di lei, se ho una passione che mi prende sto ben attenta a non farla diventare il fulcro della mia giornata, o peggio ancora della mia vita.
Devo preservare le cose belle dal rischio di essere logorate dall'abitudine, dalla mia più subdola paura di rovinarle da sola per l'inspiegabile piacere dell'idealizzazione di quello che poteva essere.
I momenti sereni io non riesco proprio a viverli senza l'angoscia di quando svaniranno.
E poi mi annoio molto velocemente di tutto quanto e di tutti quanti. Non so come faccio ma ho imparato in questi ultimi anni a riagguantarmi giusto in tempo per non mandare ogni cosa all'aria; qualunque cosa.
Al fine di trovare un equilibrio personale io ho la necessità di passare del tempo da sola. Ma tanto tempo. A scrivere, a cazzeggiare, solo semplicemente a pensare.
A me piace confrontarmi con gli altri, ma dopo devo stare sola. Devo capire se sto facendo la cosa giusta, se mi sto circondando di persone adatte, se sto bene, cosa mi manca, di cosa ho bisogno. Sarà che mi sono votata all'analisi introspettiva da quando avevo 11 anni, ma ogni tanto sento tutto il peso della mancata leggerezza nell'affrontare il quotidiano.



domenica 11 ottobre 2009


Il raggiungimento dell'autostima è un processo troppo lungo per pretendere di arrivarci a 22 anni, però convivere quotidianamente col pensiero di non valere un cazzo è davvero una gran rottura di palle.

In questi giorni, se non si fosse intuito, ho problemi col mondo.